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Basilica pontificia collegiata Santuario "S. Maria dell'Elemosina"

Un luogo intriso di fede e di storia, che da oltre 500 anni custodisce la devozione della
comunità biancavillese è rappresentato dalla Basilica Collegiata Pontificia Minore Santuario
dedicata a Santa Maria dell’Elemosina, Patrona di Biancavilla.

Un tesoro da scoprire e visitare per conoscere la
storia, l’arte sacra e il senso religioso autentico di un popolo.


Edificata alla fine del XV secolo dalle famiglie albanesi in seguito alla concessione di poter
costruire le prime abitazioni, la Chiesa era dedicata dapprima a S. Caterina vergine e martire
d’Alessandria e poi in seguito a S. Maria dell’Elemosina. L’antico edificio sacro era ad
unica navata rivolta verso est dove attualmente è presente la cappella dedicata a San Placido
che venne successivamente affrescata nel settecento dal pittore Giuseppe Tamo da Brescia.

La Basilica Pontificia venne ampliata fino a raggiungere lo stato attuale a croce latina e a
tre navate e custodisce al suo interno vari Altari in marmo policromo, sormontati da tele e
statue di notevole pregio artistico. Nell’area presbiterale si erge l’Altare maggiore, l’organo
“Serassi” costruito nel 1863 da G. Puglisi e un coro ligneo settecentesco, le pareti laterali sono
impreziosite da due dipinti rispettivamente di Domenico Agosta datato 1955 che rappresenta il
momento della solenne incoronazione della Madonna della Sacra Icona avvenuta il 3 ottobre nel
1948 e sul lato destro la tela di Emanuele di Giovanni del 1952 “La Madonna dell’Elemosina si
ferma a Callicari” con il “miracolo del fico”.

A destra dell’altare maggiore si ammira la Cappella dedicata a dedicata a Santa Maria
dell’Elemosina, dove al suo interno accoglie la Sacra Icona bizantina dipinta su legno di
cedro. La cappella è protetta da un’alta ed artistica cancellata in ferro battuto. Sempre a
destra, ma nella navata, si raccolgono in una tomba ipogea le spoglie di Francesco Ricceri
(Biancavilla, 20 aprile 1903 – Biancavilla, 28 luglio 1980) Vescovo di Trapani, ivi tumulato
in pompa magna il 28 aprile 1987.

Nel transetto sinistro della Basilica, come detto, si trova la Cappella dedicata a San Placido
Abate e martire Patrono di Biancavilla dal 23 settembre 1709. Essa rappresenta un piccolo
gioiello artistico, dove l’artista ha voluto rappresentare il martirio del Santo benedettino
avvenuto a Messina il 5 ottobre 541, insieme alla sorella Flavia, ai fratelli Eutichio e
Vittorino e circa trenta monaci. Sulla volta l’apoteosi di San Placido e Compagni martiri
insieme all’incoronazione della Madonna. Infine sul lato sinistro l’Altare dedicato al Proto
Patrono della città, San Zenone d’Arabia con la statua lignea del Santo di fine cinquecento.

Il prospetto della Basilica Santuario e l’imponente campanile sono, progetti realizzati,sul
finire dell'800 e i primi del '900, dall'architetto milanese Carlo Sada, e caratterizzati da una
architettura eclettica con mescolanze di stili di epoche diverse che vanno dal Barocco, al
tardo barocco, al classico ed al neoclassico. La torre campanaria, con i suoi 50 m di altezza,
è la più alta della provincia di Catania. Infine l’interno a croce latina decorata e rifinita con
gusto barocco siciliano ha subito diversi restauri nel corso dei secoli; da ultimo quello del
2019, effettuato a seguito del terremoto del 6 ottobre 2018 che ha consentito di riportare alla
luce gli originali colori settecenteschi e di completare le dorature rimaste incompiute negli
anni ’80. L’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento della Basilica Collegiata, curano
ogni anno la processione del Cristo morto e della torcia o candelora lignea, custodite
all’interno della Basilica, durante la sera dei “Tre Misteri del Venerdì Santo”.

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