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Settimana Santa

Come scriveva Leonardo Sciascia “non c’è paese, in Sicilia, in cui la Passione di Cristo non riviva attraverso una vera e propria rappresentazione, in cui persone vive o gruppi statuari non facciano delle strade e delle piazze il teatro di quel grande dramma i cui elementi sono il tradimento, l’assassinio, il dolore di una madre”. Non a caso, i riti e le tradizioni della Pasqua a Biancavilla sono iscritte nel registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana con l’Alto Patronato dell’Unesco.

Domenica delle palme

Le celebrazioni della Settimana Santa hanno inizio con la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, nella Domenica delle Palme e la Passione del Signore. Come da tradizione, sul sagrato della chiesa del SS. Rosario, il Prevosto della Collegiata benedice i rami d’ulivo e di palma dei numerosi fedeli che assistono in piazza Roma; tale celebrazione di benedizione non si tiene solo nella piazza centrale, ma in ogni parrocchia del paese.

Al termine della proclamazione del Vangelo, inizia la processione con in testa i componenti dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, i ministranti e il clero, che effettuano un breve percorso per le vie del centro storico, e il rientro in Basilica con l’apertura del portone centrale e la continuazione della Santa Messa con la lettura del Passio.

Via Crucis vivente – Sacra rappresentazione

Al tardo pomeriggio della Domenica delle Palme si svolge la Sacra Rappresentazione della Via Crucis Vivente cittadina, in piazza Roma promossa dalla Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare e dalla Gioventù Francescana del locale Convento, con il contributo del Comune di Biancavilla.

Nata il 6 aprile 1993 su iniziativa di alcuni giovani, la Via Crucis Vivente è tornata ad essere una tradizione culturale importante per la comunità biancavillese. Nel corso degli anni la sacra rappresentazione ha visto l’ampliamento dell’itinerario lungo le vie del centro storico sino a giungere anche nella periferia Nord dove viene riproposta la Crocifissione e la Risurrezione di Cristo con la partecipazione e il coinvolgimento di numerosi figuranti.

Facendo un passo indietro nella storia, era il 17 aprile 1965, Sabato Santo, quando per la prima volta veniva messa in scena, su iniziativa dei biancavillesi Pippo Ventura e del compianto Tanino La Piana, la Sacra rappresentazione “Ecce Agnus Dei”. “Palcoscenico naturale”, per ricreare la Passione e morte di Cristo, fu Piazza Roma e il sagrato della Matrice. Negli anni ’70 per varie vicissitudini l’iniziativa non fu più riproposta. Negli anni ‘80 fu ripresa e riadattata per alcune edizioni dal gruppo CGS Life di Biancavilla. Oggi, grazie all’impegno costante della Fraternità Francescana, la tradizione continua.

Triduo Pasquale – Giovedi Santo - “I Cruciddi”

Con la Celebrazione Eucaristica vespertina “In Coena Domini”, in tutte le Parrocchie cittadine , ha inizio il Triduo Pasquale.

Nel corso della celebrazione viene effettuato il rito della "lavanda dei piedi". Dopo la liturgia Eucaristica, si snoda un corteo tra le navate della Basilica, con in testa i componenti delle Confraternite e il Sacerdote che ripone solennemente il Santissimo Sacramento, nell'altare predisposto per l’occasione, mentre i fedeli intonano il canto Eucaristico del "Pange Lingua".

Dopo un breve momento di adorazione e di preghiera, un piccolo gruppo di fedeli, guidate dal sacerdote di ciascuna comunità parrocchiale, si reca in “visita ai sepolcri” con in testa una croce con un asciugatoio (come un sudario). A Biancavilla, questa processione nelle chiese cittadine viene detta “I Cruciddi" dall’incrocio delle croci e gruppi di fedeli che percorrono le vie cittadine durante la sera del Giovedi Santo.

Triduo Pasquale – Venerdi Santo - “Processione Addolorata”

L’alba del Venerdì Santo a Biancavilla inizia con la processione della Madonna Addolorata. Dalla Chiesa delle “Anime del Purgatorio” l’uscita alle 6 del mattino del simulacro della Vergine Maria, in un clima di forte devozione e di preghiera autentica. Sono le musiche della passione intonate dalla banda cittadina, a fare da cornice a questo momento di forte spiritualità e tradizione.

La processione attraversa le vie della tutta la città con soste nelle chiese parrocchiali, nelle rettorie, nelle comunità religiose, nel Piccolo Seminario sede dell’oratorio “don Pino Puglisi”, nei luoghi della sofferenza tra i padiglioni dell’ospedale cittadino dedicato a “Maria SS. Addolorata”, nonché all’Opera Cenacolo “Cristo Re” e intorno a mezzogiorno davanti il Campo Santo.

In Basilica l’incontro toccante tra la Madre Addolorata e il Cristo crocifisso al canto dello "Stabat Mater"

Il rientro nella Chiesa del Purgatorio allo scoccare delle tredici.

Triduo Pasquale – Venerdì Santo - “Processione dei “Tri Misteri”

All’imbrunire del Venerdì Santo la struggente processione dei Misteri di Biancavilla, iscritta ai beni immateriali della Regione Siciliana (Unesco), coinvolge tutte le Confraternite cittadine che da oltre tre secoli fanno rivivere la Passione e la Morte di Gesù Cristo. Un tempo la processione denominata “I Tri Misteri” dal numero dei simulacri della Passione di Cristo quali: il SS. Cristo alla Colonna, Ecce Homo e il Cristo morto. Col tempo si sono aggiunte altre statue che hanno completato la Sacra rappresentazione.

La processione inizia dalla chiesa di “Sant’Antonio di Padova” di via Inessa dove viene custodito il gruppo statuario di Gesù nell’orto del Gètsemani (in siciliano “’u Signuri all’ortu”). L’opera è in carton-romano degli inizi del ‘900 e portata a spalla dai confrati della Confraternita di Sant’Antonio (fondata 13 giugno 1910) che indossano un sacco bianco, berretto nero e mozzetta di colore marrone (associata al colore del saio dei frati minori conventuali di cui faceva parte Sant’Antonio). A seguire al passaggio della chiesa Santa Maria della Mercede si inserisce il simulacro Gesù porta la Croce (in siciliano “’u Signuri cca cruci”). L’opera dell’inizio del ‘900 è in pasta di legno le mani, il volto e i piedi e indossa una tunica colore rosso e un mantello di colore azzurro che simboleggiano teologicamente l’umanità e la divinità di Cristo. A portarla a spalla i membri della Confraternita di Maria SS.ma della Mercede (approvata il 2 maggio 1902), indossano un sacco bianco, berretto nero e la mozzetta di colore azzurro scuro con stemma dell’Ordine Mercedario (associata al colore del manto della Madonna della Mercede). In piazza Immacolata dalla Chiesa "San Giuseppe" l’uscita del gruppo statuario della Madonna dello Spasimo o Pietà (in siciliano “’a Madonna ‘o pascimu”. L’opera è in gesso risalente agli anni ’30. Viene portata a spalla dai componenti della Confraternita di San Giuseppe (fondata 19 maggio 1932) che indossano un sacco bianco, un berretto nero e una mozzetta di colore giallo (associata al colore del mantello di San Giuseppe).

La processione giunta in piazza Annunziata dove dall’omonima Chiesa parrocchiale della "Beata Maria Vergine dell’Angelo Annunziata" si unisce alla processione con il simulacro dell’Ecce Homo (in siciliano “’u cciaòmu”) in legno scolpito 1700 opera attribuita al sacerdote biancavillese Placido Portal (uno dei protagonisti della prima processione dei “Tri Misteri”). A portarlo a spalla i membri dell’Arciconfraternita dell’Annunziata (nata nel 1656) che indossano un sacco bianco, un berretto nero e una mozzetta di colore azzurro chiaro (associata al colore del manto della Madonna). In piazza Cavour ad attendere il corteo religioso dalla chiesa parrocchiale "Santa Maria dell’Idria" il simulacro del Crocifisso. L’opera, dell’adranita Vincenzo Valastro, è in legno, alto 1 metro e 70 mentre la base del fercolo, in legno di rovere, sono opera di Alfio e Placido Grasso di Biancavilla. A portarlo a spalla i membri della Confraternita Santa Maria dell’Idria (costituita il 22 gennaio 2009) che indossano un sacco bianco e una mozzetta di colore verde (associata al colore del mantello della Madonna dell’Idria). Dalla Basilica Collegiata Santuario "S. Maria dell’Elemosina" si associa al passaggio della processione il Cristo Morto (in siciliano “’u Signuri mortu) in legno scolpito opera di Giuseppe Certò di fine seicento con braccia snodabili di un crocifisso del Sacro Rito della deposizione (in siciliano ‘a scisa), riproposta dal 2011 dal Prevosto della Collegiata. Il simulacro è uno dei protagonisti della prima processione dei “Tri Misteri”). A portarlo a spalla i componenti dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento (inizi del 1600) che indossano un sacco bianco e una mozzetta di colore rosso (associata al colore della regalità e del Sangue di Cristo). Sempre dalla Basilica l’uscita della Torcia o Candelora, un cero ligneo con i simboli della Passione opera del biancavillese Giuseppe Salomone (1928), alta 3 metri e 10 centimetri. Dalla Chiesa "Anime del Purgatorio" l’uscita del simulacro della Madonna Addolorata (in siciliano “’a Adulurata”) con il volto, le mani e i piedi in cera risalente al XVIII secolo e donata il 26 dicembre 1859 dalla famiglia Raspagliesi all’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso e delle Anime Purganti detta dei Bianchi (riconoscimento civile 1798). I confrati indossano un sacco con cappuccio bianco, un berretto nero con ricami. La processione si compone in piazza Roma mentre dalla Chiesa "S. Maria del Rosario" l’uscita del simulacro del SS. Cristo alla colonna (in siciliano “’u Cristu a culonna”)  in legno scolpito 1700 opera attribuita al sacerdote biancavillese Placido Portale (uno dei protagonisti della prima processione dei “Tri Misteri”) A curarne il culto, i membri dell’Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario (eretta il 12 gennaio 1682) che indossano un sacco bianco, un berretto nero e la mozzetta di colore nero (associata al colore del mantello dei Padri domenicani). A chiudere il corteo religioso il clero locale e la Reliquia della Santa Croce, sotto un baldacchino, portata dal Prevosto della Collegiata e le autorità civili e militari.

Questo l’ordine processionale del “Giro dei Santi” dal nome del percorso che le statue compiono per poi fare rientro nelle chiese di appartenenza: Gesù nell’orto del Gètsemani; SS. Cristo alla colonna; Ecce Homo; Gesù porta la Croce; Crocifisso; Madonna dello Spasimo o Pietà; Cristo Morto; Torcia o Candelora; Madonna Addolorata; Reliquia della Santa Croce.

I simulacri procedono con andatura ondeggiante ( in siciliano detta " 'a nacata"), tradizione importata in Sicilia da quella spagnola.

Triduo Pasquale – Sabato Santo -“A cascata da tila”

Antica usanza, il Sabato Santo durante la Veglia Pasquale, dopo la benedizione del fuoco, e letture dell’Antico e Nuovo Testamento la suggestiva “cascata da tila” che svela il simulacro del Cristo Risorto accompagnato dal canto del Gloria. Questa tradizione, prima del Concilio Vaticano II, veniva effettuata a mezzogiorno del Sabato Santo.

Domenica di Pasqua – “’A Paci”

Alla conclusione dei giorni della Passione vissuti dalla comunità di Biancavilla, che vivono i momenti intensi del triduo Pasquale legati alla Passione e Morte di Gesù Cristo, lo scampanio dei Sacri bronzi risuonano a festa e annunciano la gioia della Risurrezione. Il simulacro dell’Angelo Gabriele parte dalla chiesa Annunziata, accompagnato dalla banda cittadina annuncia la buona novella e giunge sino in chiesa Madre e ritornare in piazza Annunziata. Compiendo un secondo viaggio, giunge nuovamente in Basilica e insieme ai confrati dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento giunge in chiesa Annunziata dove lo attende il simulacro della Vergine Maria e i confrati dell’omonima Arciconfraternita.

Ad aprire il corteo i due rispettivi stendardi per giungere in piazza Collegiata, dove sul sagrato della Matrice è posta la statua del Cristo Risorto. Dopo lo scambio di auguri dei rispettivi confrati portatori degli stendardi, della Croce e delle candele, l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna che bacia il costato del Figlio, la cosiddetta “’A Paci”, nell’esultanza dell’Angelo e di un popolo in festa.

L’Angelo precede il corteo religioso che percorre il tradizionale “Giro dei Santi” (via Vittorio Emanuele-via Inessa) per giungere in piazza Annunziata per un ulteriore incontro. Intanto la statua della Madonna rientra in chiesa mentre l’Angelo accompagna il Cristo Risorto in chiesa Madre. Dopo i rispettivi saluti che i portatori fanno compiere ai simulacri, l’Angelo Gabriele rientra da solo in chiesa Annunziata.

Schede tecnica delle statue: Cristo Risorto, in cartapesta etempera trattata opera del biancavillese Giovambattista Sangiorgio datato 1921, della bottega dei fratelli Giovambattista e Salvatore Sangiorgio specializzati in arte sacra e lavorazione della cartapesta. Altezza più di due metri, mentre sul capo è posta una raggiera in argento sbalzato e cesellato, del 2012 di orafi palermitani. La statua sostituì un antico simulacro più antico oggi perduto. Portato a spalla dai componenti dell’Arciconfraternita Santissimo Sacramento (inizi del 1600) che indossano un sacco bianco e una mozzetta di colore rosso (associata al colore della regalità e del sangue di Cristo). Il simulacro della Madonna e dell’Angelo del XX secolo con base in legno scolpito portato a spalla dai confrati dell’Arciconfraternita dell’Annunziata (nata nel 1656) che indossano un sacco bianco e una mozzetta di colore azzurro chiaro (associata al colore del manto della Madonna). Mentre il simulacro dell’Angelo Gabriele viene portato da giovani; la base di ciascuno dei simulacri è addobba da fiori e fave fresche.

Lunedi dell’Angelo – “A ‘nttinna, ‘u ciciliu e i ramuzzi”
Il Lunedi dell’Angelo, è tradizione organizzare scampagnate tra amici e parenti, un’occasione perfetta da vivere in compagnia dei propri cari in un clima di gioia e serenità. È proprio in giorni come questo che si consumano tutti i dolci tradizionali, preparati con grande passione dai biancavillesi, come ‘u ciciliu a base di uova sode e i ramuzzi a base di zucchero.

Solitamente un tempo il fulcro di questa giornata era nei pressi della chiesa di Badalato, ad est dell’abitato di Biancavilla, qui veniva allestito l’albero della cuccagna (in siciliano‘a ‘nttinna) un palo unto di grasso alla cui sommità venivano posti i premi costituiti da alimenti e da animali. La bravura stava nel riuscire a salire in cima e prendere i premi posti in alto, anche se tale usanza ad oggi è del tutto scomparsa.

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