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Villa delle Favare e il Museo

Villa delle Favare, un tempo residenza settecentesca situata nel quartiere “Casina” di
Biancavilla, è caratterizzata da una visuale panoramica a nord rivolta verso l’Etna e a sud
sulla valle del Simeto. Costruita a fine settecento e inizio ottocento dal Principe di Paternò e
Signore di Biancavilla, Gian Luigi Moncada, fu, successivamente, ampliata e circondata da
un parco di aranci e di oleandri.
Nell’ingresso principale, sopra il maestoso portone, vi è lo stemma araldico della famiglia
Ugo Marchesi delle Favare e, attraversando l’arco si accede ad un ampio cortile chiuso,
dove vi sono le varie porte con accesso alle diverse stanze della Villa. La sua architettura,
impreziosita dal fascino storico, rende questo luogo ideale per chi cerca un connubio tra
tradizione e modernità. La casa era costituita da saloni in due ordini contigui e paralleli, la
residenza dei marchesi era a sud, mentre nei rimanenti locali vi si trovavano gli alloggi della
servitù, la foresteria, le scuderie, i magazzini per le derrate alimentari e le stanze occupate
da chi governava i fondi agricoli.

Originariamente il proprietario dei terreni era il principe di Paternò Luigi Guglielmo
Moncada, ma alla sua morte nel 1827 la vedova Giovanna del Bosco cede la proprietà a sua
sorella Agata, la quale vantava dei debiti, così nel 1830 diventa proprietaria di tre feudi:
Scirfi, Cavallaccio e Poggio Rosso. In questo modo lei e il marito Don Pietro Ugo Marchese
delle Favare divennero i proprietari della Villa; nel 1845 il parlamento siciliano stabilì
l’abolizione del sistema feudale e lo scioglimento delle terre comuni, definendo con
l’assegnazione dei poteri il confine della proprietà tra la marchesa Agata Del Bosco e il
Comune di Biancavilla. A tal proposito vennero eretti dei muri in pietra lavica che
stabilivano il confine del feudo, i quali ancora oggi è possibile vedere nella contrada
Vallelato, dove si notano le iniziali M. F. incise nella pietra lavica.

Nel 1847 dopo il decesso del Marchese, gli succedette suo figlio Giuseppe Ugo e dopo
ancora nel 1868 gli succede a sua volta suo figlio Pietro Ugo Marchese delle Favare, che fu
anche Sindaco di Palermo e senatore del neo Regno d’Italia.
Nel 1898 l’eredità però non succedette al figlio primogenito, perché morì prematuramente a
Napoli, ma alla seconda figlia Caterina, la quale sposò Giuseppe Salvo e dalla cui unione
nacque Vincenzo Salvo Ugo, che ottenne i titoli e le proprietà. La famiglia trascorreva nella
Villa le vacanze estive fino ad ottobre, periodo delle festività patronali biancavillesi in onore
di San Placido, a cui la famiglia dei Marchesi partecipava con grande affetto, facendo anche
delle offerte in denaro, non a caso ancora oggi in onore del passato il fercolo del Santo nella
processione del 5 ottobre arriva proprio fino alla Villa.

Fiorenti erano per il marchese le rendite e il governo dei terreni, infatti faceva venire da
Palermo addetti per occuparsi della raccolta dei limoni, solo nel tempo quando le risorse
iniziarono a scarseggiare furono costretti a vendere parte delle proprietà.

Negli anni settanta del secolo scorso Villa delle Favare iniziò a decadere subendo anche atti
vandalici che distrussero le antiche stanze, ma i locali vennero dichiarati nel 1981 di
interesse storico e artistico e quindi sottoposti a vincolo. L’Amministrazione Comunale, si
dichiarò intenzionato ad acquistare la Villa con tutto il terreno circostante, così negli anni
dopo numerose trattative con i proprietari, si riuscì finalmente ad acquistare tramite giunta
municipale con delibera del 22 agosto 1996. Nel febbraio 1997 avvenne la stipula della
compravendita tra il sindaco Pietro Manna e la Marchesa Antonella Salvo Ugo in Cacioppo.
A settembre 2003 viene concesso l’appalto alla ditta che si occuperà dei lavori riguardanti la
Villa e il 5 dicembre del medesimo anno la posa della prima pietra, stavolta con il Sindaco
Mario Cantarella e del Sindaco Pietro Manna che si era occupato dell’acquisto.

Il 2 giugno 2008 avviene l’inaugurazione della Villa delle Favare, alla presenza di numerosi
cittadini, accolti da due attori simbolicamente nelle vesti dei marchesi a dare il benvenuto ai
cittadini nella nuova restaurata Villa e il passaggio di chiavi al Sindaco Cantarella.

In contemporanea viene inaugurata la mostra permanente che espone 86 opere del celebre
vignettista Giuseppe Coco, tra disegni a colori e in bianco e nero. Questa collezione offre
uno spaccato unico della società italiana dagli anni ’60 ad oggi, caratterizzate da un’ironia
pungente e uno stile surreale, le vignette raccontano con maestria i vizi e le virtù umane,
rendendo la visita un’esperienza tanto divertente quanto riflessiva.

Il viale che va dal cancello d’ingresso al portone principale è costituito da busti scolpiti di
illustri uomini biancavillesi posti su piedistalli, che furono realizzati dall’artista Carmelo
Lizzio.

Ad oggi la Villa delle Favare è un centro polivalente, sede culturale della biblioteca Gerardo
Sangiorgio, dell’archivio storico comunale e di alcuni uffici comunali. Oltre che ad essere
anche sede di eventi artistici, mostre temporanee, location per i matrimoni civili e iniziative
culturali che arricchiscono la vita sociale di Biancavilla. È notizia recente ma certa che
Villa delle Favare sarà sede del nascente Museo Multiculturale. Infatti, il Comune di
Biancavilla ha ottenuto un finanziamento specifico per far nascere all’interno di Villa delle
favare un museo che accoglierà la Collezione Portal, formata da preziosi reperti neolitici e
sicelioti, la Collezione costituita da cimeli africani donata da Francesco Crispi, e le
collezioni già fruibili all’interno della villa stessa: le illustrazioni del grande vignettista
satirico di Pippo Coco, i dipinti del pittore D’Inessa, Giuseppe Finocchiaro, e il carteggio
del nostro insigne poeta Antonio Bruno.

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